La storia del cioccolato

Il Bocconotto, il dolce tipico di Castel Frentano (Ch) e dell’intera regione Abruzzo, si conosce per la sua farcitura, per gli ingredienti che lo compongono e per come vengono assemblati, così da produrre un dolce goloso e invitante. Ma… da dove arrivano le materie prime? Come si lavorano? Quali sono le loro origini e le loro proprietà? Iniziamo un “saporito” e breve percorso nel quale andremo a scoprire gli ingredienti principali che compongono i Bocconotti. Partiamo dalla ricetta tradizionale e, inevitabilmente, parliamo di cioccolato!

Cosa sarebbe l’alimentazione e lo stile di vita odierno senza cioccolato? Di certo priva di tanti piaceri e di una rara bontà! Bisogna fare un salto di circa 3000 anni e raggiungere, almeno con il pensiero, le antiche popolazioni che abitavano il bacino del Rio delle Amazzoni: è qui che alcune testimonianze riportano con certezza l’uso già diffuso dei semi della pianta del cacao.
Bisogna poi passare ai Maya, tra i primi a coltivare le piante e utilizzare il loro frutto in una bevanda – molto diversa da quelle di oggi – chiamata xocoatl. Anche gli Aztechi continuarono a “venerare” il cacao, sia per le sue proprietà (dava infatti vigore e forza) sia per la sua sacralità: il consumo era destinato solo ai combattenti, alla casta sacerdotale e nobile, in più i frutti erano usati come moneta di scambio.

Dopo la scoperta dell’America e l’introduzione del misterioso frutto in Europa, alla corte di Spagna nel 1528, il mondo cambiò decisamente sapore. Piano piano il cacao iniziò a essere lavorato in modo più raffinato per giungere al massimo splendore con quella che noi oggi conosciamo come cioccolata in tazza. Siamo all’incirca alla metà del 1700 e il cioccolato è più facile da commercializzare, ci sono meno costi e inizia a essere consumato non solo dai ricchi ma anche dalle altre classi sociali.
Da qui in poi, abbracciando tutto il 1800, inizierà la fase di diffusione e successo con la nascita di vere e proprie industrie-laboratori destinati esclusivamente al cacao, come per esempio Paul Pierre Caffarel (1826) o Rudolph Lindt (1878). Ed è proprio tra i due secoli appena citati che si innesta la leggenda che porta ai Bocconotti: il cioccolato, oramai conosciuto in tutta Europa, aveva fatto il suo ingresso anche nell’Italia Centrale di allora e lì, come la tradizione racconta, una cuoca fantasiosa realizzò il Bocconotto con il cuore di cioccolato. Del resto tutti elogiavano la bontà di quel prodotto scuro – chiamato anche Cibo degli Dei - arrivato da terre lontane e di certo lo aveva in dispensa o poteva reperirlo facilmente.
È il caso di dirlo: per fortuna che la bella cuoca di Castel Frentano ha seguito la moda culinaria dell’epoca.

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